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127 | 2011-04-12 Informazioni su depuratori a osmosi inversa e flusso diretto

La presente per chiederVi informazioni tecniche. Per eliminare l'utilizzo di bottiglie in plastica sto valutando due alternative:
- utilizzo di bottiglie in vetro con vuoto a rendere
- utilizzo della rete domestica con depuratore come in oggetto.

Per due motivi escluderei l'utilizzo dell'acqua di rete allo stato di fornitura:
- bambini in casa e alta durezza dell'acqua - breve distanza dalla vasca di deposizione del cloro

Vorrei sapere se i depuratori in oggetto a 6 e/o 7 stadi e flusso diretto, reperibili in commercio, Vi risultano a norma, affidabili ed utili data la circostanza, oppure se ancora una volta sono soldi spesi male (si parla di 300e costo impianto + 70e/anno per sostituzione filtri ogni 6 mesi).
Sono un tecnico ma non mi occupo di acqua, ma personalmente questo tipo di impianto (in particolare quelli a doppia osmosi) mi sembrano l'unica soluzione ben fatta per eliminare i metalli pesanti e il cloro. Peraltro per consentire più un corretto funzionamento dei filtri pensavo ad installare subito dopo la presa di rete un filtro meccanico anticalcare (senza polifosfati, la cui manutenzione consiste nel semplice lavaggio e riposizionamento dello stesso). Non essendo però del campo non vorrei prendere una cantonata servendo ad un bambino acqua più sporca di quella del rubinetto! La presente consulenza, sperando di non aver fatto cosa sgradita, la inoltro come rappresentante di un gruppo di mamme del comasco che si chiedono come comportarsi con l'acqua di rete in presenza di bambini piccoli, dato che tutti i pediatri la sconsigliano di regola fino ai 5 anni e preferibilmente fino allo sviluppo. Peraltro i diversi idraulici che abbiamo contattato proponevano o l'utilizzo di impianti con serbatoio ad accumulo (che reputo anti igienici) o l'inserimento di filtri ai polifosfati (che approfondendo con il mio pediatra ho scoperto essere sequestratori di calcio e quindi del tutto da bandire quando in casa ci sono bambini, appunto).
Vi ringrazio anticipatamente, anche per il materiale interessante che ho reperito in rete e da voi scritto.
Con l'occasione mi è gradito porgere distinti saluti.
Milena

Risposta:
Buongiorno Milena, le acque di rete differiscono da città a città, pertanto un consiglio univoco sarebbe inappropriato.
Per stabilire se è necessario l’utilizzo di un sistema di trattamento domestico dell’acqua e di quale tipo, occorre prima di tutto conoscere le caratteristiche dell’acqua erogata. Il sistema che lei cita, con più stadi di filtrazione ed osmosi con produzione diretta, è particolarmente indicato per ridurre la salinità dell’acqua e la concentrazione di alcune sostanze indesiderabili quali i nitrati, difficilmente removibili altrimenti. Se invece, come mi pare di capire, il problema principale sono i metalli pesanti e il gusto di cloro, una semplice caraffa filtrante da una ventina di euro lo risolve perché le cartucce che contengono carbone attivo e resine a scambio ionico risultano essere molto efficienti in tal senso.
Per la questione del calcio: i sali di polifosfato non sequestrano il carbonato di calcio ma lo tengono in sospensione, evitando così le incrostazioni delle tubazioni; tale soluzione è più indicata a parer mio per usi tecnologici che non per l’acqua da bere. L’osmosi inversa riduce la salinità dell’acqua quindi anche la concentrazione di calcio, in percentuale variabile a seconda della regolazione del by-pass di cui tali impianti sono muniti. Anche le brocche filtranti riducono la durezza calcarea a causa della presenza della resina cationica (utile per l’eliminazione dei metalli pesanti) ma senza portarla a zero. Questa è la risposta in sintesi, ma l’argomento è vasto pertanto, se lo ritiene, non esiti a contattarmi al telefono.
Sperando di aver fatto gradita la saluto cordialmente
Dott. Giorgio TEMPORELLI

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