Domanda: creare azienda imbottigliamento (Gianluigi, 29 aprile 2007)
Egregio Dott. Temporelli,
Con questa mia volevo innanzitutto presentare: mi chiamo Gianluigi, vivo a Torino, ho 37 anni e sono attualmente occupato presso un paio di aziende ove svolgo un lavoro part time senza grandi prospettive per il futuro. Posseggo però una piccola casa in un paesino di montagna nel quale si trova una sorgente molto rinomata tra gli abitanti della zona per la qualità delle acque che sgorgano da essa. Ho sempre pensato che, se possibile, sarebbe una buona idea (per quanto non così originale) imbottigliare detta acqua, che altrimenti si riversa in una “bealera” che a sua volta affluisce poi al torrente di fondovalle. Impegni diversi, in primo luogo lavorativi, mi hanno sempre impedito di pensare seriamente a questo progetto, ora invece ho il tempo per dedicarmici a tempo pieno. Ho cominciato quindi una ricerca sulla rete tesa a conoscere chi potrebbe essermi d’aiuto per cominciare a capire quali sarebbero le azioni da intraprendere per iniziare un’impresa come quella sopra descritta. Mi sono permesso così di contattarla per rivolgerle alcune domande: come e a chi posso rivolgermi per sapere con precisione quali sono i requisiti necessari e la prassi per richiedere un’autorizzazione per l’imbottigliamento? Inoltre come mai molte etichette non vengono più prodotte? E’ un problema di gestione delle aziende imbottigliatrici? Del mercato? O semplicemente viene loro ritirata o non rinnovata l’autorizzazione?
Resto in attesa di un suo gentile cenno di riscontro, cogliendo l’occasione per porgere cordiali saluti
Gianluigi
Risposta:
Egregio sig. Gianluigi, grazie per avermi contatto.
Innanzitutto devo premettere che la strada da percorrere per ottenere il riconoscimento e l’autorizzazione all’imbottigliamento è lunga e complessa, tuttavia abbastanza ben definita. Direi che prima cosa lei può seguire quanto richiesto dalla legge vigente (D.Lgs 105/92 – che allego così le risparmio le ricerche). Per quanto riguarda invece le marche non più prodotte bisogna dire che il mercato italiano è il più dinamico (siamo i primi consumatori al mondo di acqua minerale) e un’autorizzazione può essere revocata per vari motivi: a parte la chiusura di piccoli stabilimenti che non risultano più competitivi rispetto alle grosse marche, per difformità nei parametri di composizione rispetto a quanto previsto dalla legge, ma non solo.
Sperando di essere stato utile porgo i miei più cordiali saluti
Dott. Giorgio Temporelli