Domanda: acque purificate e acque potabili (Giuseppe, 9 aprile 2008)
Gentile dott. Temporelli,
Sono interessato, per motivi di lavoro, ai temi che lei tratta. In particolare vorrei approfondire gli aspetti legati alle “acque purificate” ed alle “acque potabili”. Dalla lettura di alcuni suoi articoli si può desumere, credo, che tali acque non rientrano né tra quelle minerali, né tra quelle di sorgente, così come definite dal D.Lgs 339/1999.
Ed allora, l’utente che intende sfruttare la risorsa idrica mettendo in commercio “acque purificate”, oppure “acque potabili”, ovviamente conformi alle caratteristiche qualitative e sanitarie del D.Lgs 31/2001), a quale disciplina deve essere assoggettato? A quella del T.U. 1773/1933? I canoni per l’utilizzo della risorsa dove vanno inquadrati? A chi vanno pagati?
E’ a conoscenza di casi concreti sul territorio nazionale? Purtroppo ho verificato, attraverso internet, che la Parmalat commercializza con il nome di Aqua Parmalat un prodotto per il quale è in possesso di una concessione mineraria allo sfruttamento, per cui in effetti penso che potrebbe trattarsi di un’acqua di sorgente che, per motivi di qualità, viene trattata in altro modo. In particolare potrebbe indicarmi qualche caso di aziende (pubbliche o private) che, nell’ambito del territorio nazionale, prelevano acqua da falde sotterranee (escluse acque di sorgente secondo le modalità suddette) e la commercializzano in contenitori, secondo le modalità da lei indicate?
Restando a disposizione per eventuali chiarimenti o precisazioni, la ringrazio anticipatamente per la cortese attenzione ed anche per la sua attività di ricercatore e divulgatore che mi ha consentito di allargare l’orizzonte delle mie conoscenze.
Distinti saluti
Giuseppe
Risposta:
Egr. sig. Giuseppe,
Pur essendo potabili tutte le acque che “si possono bere”, classicamente si identificano come tali le acque del rubinetto tal quali, mentre se le stesse vengono sottoposte ad un ulteriore processo di affinamento (al punto d’uso o al punto d’ingresso) vengono considerate potabili “purificate”. Entrambe le categorie sono regolamentate, come citava lei, dal D.Lgs 31/2001.
Ci sono in commercio alcuni marchi, in bottiglia e in boccione, che si presentano come “acque da tavola” o “acqua destinata al consumo umano” e come tali regolamentate dal D.Lgs 31/2001, in realtà si tratta di acque sorgive che ancora non possiedono l’autorizzazione ministeriale per essere denominate tali.
Che mi risulti l’Aqua Parmalat è stato l’unico caso nel nostro paese di acqua purificata e imbottigliata (i dettagli li ho scritti nel mio libro “L’acqua che beviamo”) ma è da diversi anni che quest’acqua non viene più prodotta, forse per la difficile concorrenza con le acque minerali o, forse, per problemi di altra natura che hanno coinvolto l’azienda.
Sperando di essere stato utile le porgo i miei più cordiali saluti
G.TEMPORELLI