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37 | 2008-11-19 Acqua ad uso alimentare

Egregio dott. Giorgio Temporelli,
Mi sono imbattuto quasi casualmente nel suo sito alla ricerca di notizie sul trattamento dell’acqua, visto che, da qualche tempo, avevo deciso di non acquistare più acqua in bottiglia ad uso alimentare, bensì utilizzare l’acqua dell’acquedotto. Con calma approfitterò di tutto il materiale da lei messo a disposizione per documentarmi meglio sull'argomento. Arrivo subito al dunque. Visto che l’acqua del rubinetto qui da noi in provincia di Firenze, ed esattamente a Campi Bisenzio, non ha un sapore proprio gradevole al palato avevo deciso di chiamare un rappresentante di macchine per il filtraggio; ma come saprà meglio di me questo settore pullulano migliaia di aziende ed è assai difficile poter decifrare quale sia l’offerta giusta e soprattutto più saggia per uno come me totalmente privo di conoscenze in questo campo. Proprio qualche giorno fa è venuto un rappresentante a casa mia che mi ha fatto una serie di dimostrazioni abbastanza inquietanti tipo:
- reagenti chimici
- elettrolisi
- misurazione del residuo fisso
- colorazione e odore del tè (con formazione di bollicine nell'acqua di cannella che lui attribuiva ai saponi disciolti nell'acqua di acquedotto)
- cartine di tornasole
Le prove venivano fatte su l’acqua di acquedotto, su un’acqua imbottigliata e su un’acqua da loro depurata con un impianto ad osmosi. Devo dirle che la prova è durata quasi due ore ed è stata abbastanza convincente, quasi quasi ordinavo il tutto, ma alla fine quando è arrivato il momento di trattare la parte economica il rappresentante tira fuori un contratto con la clausola che io sarei stato legato all'azienda per 12 anni attraverso un abbonamento per la manutenzione ordinaria del sistema, incluso la sostituzione dei filtri a sedimenti e al carbone attivo, per circa € 3.000,00 (la macchina ovviamente la regalavano!!!).
Oltretutto l’azienda quei soldi li voleva subito, o con un pagamento diretto o a mezzo di sottoscrizione di un finanziamento.
La cosa non mi ha convinto e non ho accettato l’offerta liquidando il venditore con la scusa che volevo rifletterci su. Poi guardando su internet ho trovato l’illuminante recensione fatta da Lei e dal Dott. Silvano Fuso del Cicap, che riportava le medesime dimostrazioni di discutibile verità. A questo punto mi chiedo: qual è la scelta giusta?
- l’acqua in bottiglia potrebbe essere a lungo andare dannosa (un po’ per i blandi controlli un po’ per il sistema di imbottigliamento e stoccaggio)
- i depuratori ad osmosi inversa vengono sconsigliati visto che rendono l’acqua priva di tutti i Sali minerali, ovvero dando qualcosa di simile all'acqua distillata
- l’acqua del rubinetto contiene cloro e quindi crea danni alla flora batterica eliminando quindi le difese intestinali
Esiste anche un altro sistema che è poco reclamizzato e soprattutto non si trovano aziende che commercializzano tali dispositivi se non in Germania; si tratta dei sistemi a ionizzazione alcalina, ma ci sarà da fidarsi?
Le sarò infinitamente grato se saprà darmi un consiglio o maggiori chiarimenti tra i diversi sistemi. Mi scusi se sono stato un po’ prolisso ma la ringrazio e la ringrazio.
Cordialmente
Riccardo

Risposta:
Buongiorno Riccardo,
Per quanto riguarda la prova dell’elettrolisi effettuata dalla ditta ha fatto bene, se non lo già fatto la invito a leggere l’articolo n°47 disponibile sul mio sito dove si racconta proprio quanto le è accaduto.
Quello che posso consigliare per “affinare” l’acqua dal punto di vista organolettico, senza alterare l’equilibri chimico, è un idoneo filtro a carbone attivo, da installare sotto lavello con un rubinetto a parte, in modo da utilizzare quell'acqua solo per bere ed eventualmente per fare da mangiare (non per lavare i piatti). Il costo è sicuramente molto più contenuto ed il trattamento è, secondo me, più adeguato rispetto ad un osmosi.
Se avesse interesse all'acquisto e non sapesse a chi rivolgersi la darò io un contatto.
Cordiali saluti
G.TEMPORELLI

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