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72. 13 Agosto 1935: Il disastro di Molare

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La diga principale Bric Zerbino, un reperto di archeologia idraulica e della storia della valle

 

In occasione di un evento meteorologico eccezionale che la mattina del 13 agosto 1935 rilasciò, in meno di 24 ore, un volume d’acqua confrontabile con il 30% delle medie annue della zona, il livello del lago di Ortiglieto salì repentinamente; gli organi di scarico si dimostrarono insufficienti e l’acqua arrivò, verso le ore 13, a superare di oltre due metri il coronamento delle dighe. La diga principale “Bric Zerbino” resistette alla spinta dell’acqua, mentre la diga secondaria “Sella Zerbino” pochi minuti dopo, alle 13.15, crollò, causando un rapido calo di 15 metri del livello del lago e la generazione di un’onda d’acqua, fango e detriti stimata tra i 20 e i 25 milioni di metri cubi che rapidamente scese verso valle. Dopo aver spazzato via la centrale elettrica la piena del Torrente Orba sommerse il ponte di Molare alto 12 metri e continuò la folle corsa distruttrice verso la località Ghiaie, Borgo di Ovada, Silvano d’Orba, Predosa, Capriata d’Orba per arrivare ad allagare centinaia di ettari di terreno nei comuni di Fresonara, Basaluzzo, Boscomarengo e Casalcermelli.

Complessivamente i morti furono 111.  

Il disastro di Molare è il nostro Vajont. Meno noto di altri eventi similari che lo precedettero (Gleno, 1923) e lo seguirono (Malpassent, 1959 – Vajont, 1963 – Stava 1985), quello di Molare rientra sicuramente tra i più grandi disastri della storia dell’idraulica italiana. Una catastrofe che si poteva evitare. Le vicende processuali terminarono con l’assoluzione di tutti gli imputati, come spesso è successo in queste circostanze la colpa è stata data alla natura, imprevedibile e talvolta maligna. La realtà dei fatti fu invece diversa. Il disastro di Molare fu causato fondamentalmente da un problema geologico; la diga secondaria, che crollò, fu infatti costruita in una zona inadatta, costituita da una roccia fratturata, permeabile ed erodibile, dove nel progetto iniziale sarebbe dovuto sorgere un grande scarico di superficie. Le piogge furono solo il fattore scatenante.

Webmaster Tudor Andrei