Tu sei qui

Tracce di PIOMBO nell’acqua di una fontanella genovese

Una recente indagine di Altroconsumo sulla qualità dell’acqua erogata dalle fontanelle di alcune città italiane ha bocciato Genova, il valore registrato alla fontanella di via Colombo è stato di 56,6 microg/L, oltre cinque volte il limite di legge fissato a 10 microg/L.

La presenza di questo metallo nelle acque distribuite in rete è generalmente molto modesta, il piombo ha una bassa mobilità è generalmente il leggero strato di calcare che si forma nelle tubazioni funge da isolante in tal senso, impedendone lo scioglimento nell’acqua. Le cose cambiano quando si arriva al rubinetto. Superamenti del limite si sono talvolta registrati in costruzioni datate, munite quindi di tubazioni in piombo. L’utilizzo di addolcitori può favorire questo fenomeno perché il pH si abbassa e l’acqua diventa leggermente aggressiva. Il tempo di ristagno dell’acqua è un altro fattore che influenza il rilascio di metalli pesanti da tubazioni e raccorderie, per questo motivo si sconsiglia di bere la “prima” acqua da un rubinetto che è rimasto chiuso per un po’ di tempo (anche una giornata). Le caraffe filtranti sono in questi casi utili nella riduzione di metalli pesanti nell’acqua.

La fontanella di Via Colombo, come riporta l’articolo del Secolo XIX di sabato 27 giugno 2015, è una di quelle quasi “invisibili”, perché praticamente non utilizzata da nessuno tranne per chi se ne serve per dissetare il cane…(attenzione quindi alla carica batterica piuttosto che al piombo).  Il dato riportato da Altroconsumo va tenuto in considerazione ma sicuramente non è rappresentativo  della qualità dell’acqua distribuita nella città di Genova. Le fontanelle, soprattutto per la loro gestione e il loro attuale utilizzo, sono un caso a parte.

Webmaster Tudor Andrei