Acqua osmotizzata tecnica di vendita

Salve
da poco più di una settimana lavoro per un azienda di depuratori ad osmosi inversa, e le scrivo perchè non sono sicuro dell’attendibilità di esse. Come prima analisi, che fanno a domicilio tramite un kit apposito, c’è il test della conducibilità elettrica con il conducimetro paragonato alla tabella di Vincent. Dopo aver trovato i vari parametri fanno vedere questi dati in modo visivo prendendo dei campioni di acqua e versando in ciascuno 10 gocce di idrossido di potassio per solidificare le sostanze contenute nell’acqua e dell’ossichinolina per far cambiare colore all’acqua e far risaltare i precipitati.
Ora vorrei chiederle:

– queste sostanze esistono?
– idrossido di potassio serve a far solidificare le sostanze e farle precipitare?
– è attendibile come analisi?

le faccio queste domande per un fatto etico e morale perchè non voglio truffare la gente.

Cordiali saluti
Angelo


Risposta
Buongiorno Angelo,
i reagenti usati nei test servono per evidenziare la presenza di sostanze normalmente disciolte nell’acqua (contenuto salino), con l’acqua osmotizzata (e non miscelata) tali prodotti non evidenziano giustamente nulla in quanto tale acqua è pressochè distillata.
Il problema della “truffa” nasce se e quando il venditore cerca di motivare queste differenze al potenziale acquirente screditando la qualità dell’acqua di rete (magari senza nemmeno conoscerla) e quella delle minerali in bottiglia.
Segnalo in proposito il mio ultimo lavoro editoriale “Acqua: sai cosa bevi?” pubblicato da Il Pensiero Scientifico Editore http://www.pensiero.it/ecomm/pc/viewPrd.asp?idcategory=3&idproduct=654 dove si parla anche di osmosi inversa e relativa tecnica di vendita… se poi ci fosse dell’altro possiamo sentirci al telefono

Un caro saluto
Dott. Giorgio TEMPORELLI

10 commenti su “Acqua osmotizzata tecnica di vendita”

  1. Eugenio Iachetta

    Professor Temporelli cosa pensa invece delle micro plastiche rilasciate dal pet nelle acque imbottigliate?
    PS: anch’io ho iniziato a lavorare per un’azienda simile.
    La ringrazio per i chiarimenti che vorrà fornirmi.

    1. Buongiorno Eugenio,

      ho risposto al suo indirizzo mail allegando un post preparato sull’argomento per il periodico AIAQ News, inoltre ho segnalato un link di un articolo presente sul sito della Culligan che riporta anche i riferimenti a studi specifici per le microplastiche nelle acque in bottiglia, ma non solo, dato che il problema è universale.
      Ha tutti i miei contatti, non esiti a contattarmi se avesse necessità di altri chiarimenti

      Un cordiale saluto

  2. Salve, riguardo l’articolo sull’acqua e le tecniche di vendita. Non ha risposto per quanto riguarda il valore dell’acqua al conducimetro e la tabella di Vincent, è attendibile tale tabella?

    1. Buongiorno,
      pensavo di essere stato sufficientemente chiaro. Ripeto che non è sensato fare una tabella dove vengono direttamente correlati gli effetti sulla salute al pH e alla conducibilità dell’acqua.

  3. buongiorno , è giusto dire dopo il test del precipitato, che la parte visibile sono le parti impure dell’acqua formate da metalli , più sali minerali in eccesso che possono depositarsi nel nostro corpo e provocare patologie o farle insorgere ?

  4. Signor Giorgio Temporelli, onestamente dalle sue parole emerge un certo dubbio sulla sua preparazione in materia.
    Per essere chiari, il sistema ad osmosi inversa lo adottano sia in campo domestico, ma soprattutto in campo militare, sanitario e aerospaziale; per tanto, considerando che l’acqua distillata è oltremodo tossica, nociva, dannosa (altri aggettivi di simile natura) per gli esseri viventi in quanto priva di sali minerali, sarebbe alquanto ridicolo nonché pericoloso distribuire impianti di trattamento dell’acqua per produrre una distillazione (quindi anche desalinizzazione completa) tale della stessa ad uso umano.
    Ho seri dubbi su ciò che ha trattato sul suo libro, in quanto (come già citato da altri) il PET è famoso per avere caratteristiche nocive per l’essere umano; l’acqua distillata non è adatta ad un consumo alimentare in quanto priva degli unici elementi adatti al nostro corpo per poter essere assimilata, e la tecnica dell’osmosi inversa è ben diversa da ciò che pensa di sapere.
    Mi auguro che lei sia ben preparato sull’argomento in quanto dottore: la tabella di Vincent è una tabella MINISTERIALE, ossia documento pubblico sanitario certificato; il signor Vincent ha inoltre ricevuto il nobel per la sua ricerca. In quanto medico, spero non abbia voglia di contraddire la pubblica sanità, specialmente quando le dimostrano che il tutto è DOCUMENTABILE.
    Il valore ritrovato nella tabella è frutto di esperimenti scientifici (chimici e biologici) sull’uomo, certificati ed attestati.
    Provi a chiedere informazioni ai laboratori ARPA in merito all’argomento se ha perplessità in merito.
    In fine, i vari reagenti, specie se distribuiti in maniera eguale nelle provette, danno prova di avere davanti un test chimico accurato a tutti gli effetti; l’idrossido di sodio fa’ da catalizzatore per agglomerare le sostanze contenute nell’acqua, a quel punto le serve solo un colorante alimentare per poterle vedere tranquillamente, come l’ossichinolina.
    Le faccio tanti auguri di buona fortuna per come parlerà della cosa in pubblico e ai suoi pazienti, sperando che lei non incontri mai persone correttamente formate del settore, come chimici, biologi, informatori sanitari e via discorrendo.
    Spero vivamente che lei stesse parlando in maniera scherzosa del tema, perché sarebbe preoccupante il contrario. Se ciò non dovesse essere, le consiglierei di rivedere gli studi medico-sanitari in materia di igienizzazione dell’acqua.
    Se ha bisogno di qualche delucidazione, scriva pure.

    1. Buongiorno sig. Vedda.
      Sinceramente non capisco cosa c’entrano tutte queste sue colorate affermazioni con il cuore della domanda che mi era stata posta tempo fa e a cui avevo risposto, ovvero “acqua osmotizzata e tecnica di vendita”, il cui focus era appunto la tecnica truffaldina dell’elettrolisi. Su altre questioni relative all’osmosi credo di essermene occupato abbastanza, e di aver scritto… Chi sono e di cosa mi occupo è sufficientemente documentato, lei invece non si è presentato…In ogni caso con questi toni qualsiasi tipo di confronto, per quanto mi riguarda, è da lasciar perdere. Sono disponibile e rispondo a chiunque mi contatti, ma in questi termini perdiamo tempo in due.

  5. Se non fosse che lei non ha mai accennato l’elettrolisi nell’articolo sopra; soprattutto con il fatto che l’elettrolisi c’entra ben poco con le tecniche “truffaldine” accennate. Quelli che lei stava mettendo in discussione, erano dei test per verificare cosa fosse contenuto nell’acqua, non sulla tecnica dell’elettrolisi che previene semplicemente la formazione del calcare.
    Comunque, dato che me l’ha chiesto, sono un informatore per Biosalus che effettua analisi chimiche e biologiche su tutti i tipi di acque. Dato che mi è sembrata una persona poco preparata che dà per scontato, nonostante l’aiuto della chimica (materia oggettiva), il fatto che le persone non possano conoscere l’acqua di rete, ma soprattutto il fatto che lei abbia messo in discussione dei documenti sanitari ufficiali, mi fa molto pensare.
    Se vuole, si confronti con i laboratori ARPA in merito.

    1. Buongiorno,
      in risposta alle sue mail Le comunico che ho scritto un articolo che spero faccia chiarezza. L’articolo in questione è stato pubblicato sul periodico AIAQ News di questo mese e inviato tramite newsletter a migliaia di indirizzi, sul mio sito oltre che su Linkedin e FB, per darne massima visibilità. Come potrà vedere i contenuti dell’articolo sono stati validati anche da una nota del Dott. Luca Lucentini, Direttore del Reparto di qualità dell’acqua e salute dell’Istituto Superiore di Sanità. Un cordiale saluto.

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